Da dove parto? Non lo so…
Ifrit Progressive… ecco chi sono, il Condottiero che arde in me, in una fiamma, in una singola lacrima…
Cosa sono? Cosa ero prima di mutarmi? Difficile da descrive questo, forse se avessi avuto una base letteraria piu’ forte non sarei cosi ignorante e non avrei difficolta’ a esprimere cio’ che provo in questo momento.
Mi e’ stato sempre difficile esprimere le mie emozioni, le mie idete, i miei sentimenti, d’altro canto chi mi conosce lo sa, sono bravo solo a parlare facendo la parte del razionale e di chi vede bianco o nero ovunque… mi ci e’ voluto tempo per capire che esistono sfumature nella vita, e forse non l’ho ancora capito del tutto.
L’Elettronica, la mia signora, quel qualcosa che mi dava la forza di continuare a combattere anche se il mio esercito era oramai defunto… quando guardavo i miei appunti provavo qualcosa di indescrivibile, mi sentivo Dio, poter modellare la fisica a mio piacimento e’ una sensazione che niente al mondo riesce a darmi…
E ora non e’ piu’ cosi… In macchina, premo il pedale sull’acceleratore, in curva freno e parto sul muro… ho piegato i bracetti e spaccato la coppa dell’olio… e forse qualcos’altro, ma non ci ho mai capito un cazzo di motori, so solo che la macchina sta per essere rottamata.
Questo e’ Ifrit Prog, che coglione vero? Ora sono qui davanti al pc… pochi sanno, anzi forse una persona soltanto, che a volte scrivo delle lettere, scrivo i miei pensieri e le mie emozioni, queste lettere non hanno mai un destinatario, a volte non hanno nemmeno mittente… vorrei farvi leggere un po’ di cose, ma non voglio che mi si conosca cosi affondo, dopotutto sono abbastanza asociale, pero’ vi incollo una parte che mi ha fatto riflettere molto:
Capite? E’ stupendo veder funzionare la propria creazione, creatura frutto di ragionamenti umani atti a un fine spesso ignoto. Perdere ore davanti a una tastiera che scandisce il nostro battito cardiaco… e’ la droga piu’ potente al mondo… la carica di adrenalina che scorre per il nostro corpo mentre ci avviciniamo sempre piu’ alla nostra meta… essere sempre meno umani, sempre piu’ divini… sensazione forse paragonabile solo a quell’unica volta che le abbiamo detto “Ti Amo”, l’unica volta nella nostra vita che siamo riusciti a esprimere a pieno quelle parole sapendo che non ci sara’ data mai piu’ un’occasione tale per riuscir a ridefinire quel brivido… quell’emozione seguita dal rimorso di esser andati via voltandole le spalle perche’ coscienti di non essere degni del suo sguardo, ne degni di poter provare cio’ per lei…
Data 06/02/07
Ecco cos’e’ Ifrit… un codardo….
Non e’ l’automobile il problema, ma il mio orgoglio…. Ho ferito mio padre, ho tradito la fiducia di mio padre, papà…. Non ho piu’ il coraggio di guardarlo in faccia, non credo che esso si meriti cio’…
Quelle emozioni di divinita’ che provavo quando ero a contatto con l’elettronica e l’informatica ora sono totalmente sparite e sono state rimpiazzate da rimorsi, ogni volta che guardo quei fogli non faccio altro che pensare a mio padre che si spacca la schiena dalla mattina alla sera per farmi studiare, e io invece in 2 anni gli ho dato solo 4 esami di merda, gli ho distrutto una macchina, lo deludo continuamente…
Non credo di esser troppo duro con me stesso… perche’ guardando oggettivamente la questione e’ possibile definirmi con un semplice aggettivo… sono un fallito… e la dimostrazione di cio’ viene ora, ora che lascio l’uni perche’ non posso continuare a vivere sulle spalle dei miei in questo modo…
Ho fallito con le ragazze, ho fallito con la chitarra, e ora ho fallito con l’elettronica… forse mi mancheranno quei transistor, forse mi manchera’ quel sapore di perfezione, o quell’emozione di superiorita’ che avevo nei confronti di altri… questa e’ stata la punizione per aver peccato di superbia…
Siamo alla fine, ora abbasso la testa e indosso l’uniforme, passo da condottiero a recluta semplice… Ifrit Progressive muore qui, oggi 11 aprile 2009, muore lui insieme a tutte le lettere che ho appena cancellato…
Muore insieme ai suoi ideali, muore insieme ai suoi sogni, muore insieme al suo passato, e trascina tutto cio’ con se… non voglio piu’ saperne di elettronica e informatica, voglio dimenticare tutto, voglio rannicchiarmi nell’ignoranza, dimenticare come funzioni una banale calcolatrice, voglio dimenticare di aver deluso mio padre… ma credo che quest’ultimo desiderio sara’ di difficile realizzazione.
Smettero’ di fumare, e tagliero’ i capelli…
E’ stato un onore per me averti conosciuto Ifrit, che tu possa riposare in pace.

Colore degli occhi: Verdi se non ricordo male
]
”
Vi era un tempo, in cui prodi guerrieri erano un tutt’uno con la loro arma… un tempo, in cui l’odio e la guerra erano le uniche panacee per curare un mondo destinato ad un inesorabile declino…



sono un celerita’ nel campo delle scorreggie














